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Nell' inverno a cavallo tra il 1899 ed il 1900, Luigi Bigiarelli ed i suoi amici, erano alle prese con un problema che
sembrava insormontabile; alcuni di loro volevano partecipare al Gran Premio del Re, 20 chilometri di marcia
nella zona di Castel Giubileo che si sarebbe svolta il 21 aprile 1900, la gara vista l'importanza era però riservata ai soli atleti tesserati.
Questi ragazzi animanti da spirito sportivo e voglia di competere, non erano così facoltosi da potersi iscrivere ad uno degli esclusivi circoli nati lungo le rive del Tevere. Fu così che a Luigi Bigiarelli venne la geniale idea di fondare una società podistica.
Il giorno seguente Il Messaggero riportò la notizia del neonato sodalizio, tre giorni dopo anche la Gazzetta dello Sport riportò la notizia ai lettori del nord. Questi i nomi dei nove ragazzi fondatori: Luigi Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Giacomo Bigiarelli (fratello di Luigi), Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier.
Cominciò così anche nella città eterna la pratica del calcio; la Lazio essendo la prima società a Roma
a giocarlo fu costretta inizialmente a sfidare.... se stessa, oppure a giocare delle partite nella Piazza d'Armi dove i
suoi atleti erano soliti allenarsi, contro squadre di militari o preti in servizio nella capitale. Solo in seguito si
svolsero le prime partite contro altre società romane, come la Veloce e la Virtus.
Maestrelli, Re Cecconi, Paparelli, Frustalupi, Fiorini e gli altri.
Il primo scudetto vinto un manipolo di ragazzi pazzi nei modi e litigiosi negli spogliatoi, ma assolutamente coesi in campo.
Il secondo riacciuffato un'ora e mezza dopo la fine del
campionato. La fierezza e la distinzione del popolo Laziale, mai domo, mai seguace di mode e propagande.
Le tante sezioni della polisportiva, ognuna con una sua precisa identità, ma tutte unite sotto un'unica famiglia, un'unica storia. Questo ed altro ancora hanno contribuito alla nascita di un sentimento esclusivo, non alla portata di tutti, una sensazione di appartenenza vera che prescinde da tutto e tutti, un sentimento che si è aggiunto all'amore che si ha per una squadra. Sentimento e sensazione di appartenenza che hanno prodotto nel Laziale un modo di essere che si distingue da tutte le altre tifoserie. Tutto ciò è racchiuso in una sola parola: LAZIALITA'.
Queste le sezioni che attualmente fanno parte della polisportiva S.S. Lazio:
IN ALTO I CUORI FIERI DI ESSERE LAZIALI |
Domande e risposte
Prima del 1900, si giocava al calcio a Roma?
No! Ci furono a livello esibizionistico alcune gare di "football ginnastico", uno sport che per regole e modo di giocare era molto somigliante al rugby. Non c'erano i gol ma le mete, si poteva giocare la palla con le mani, i giocatori non erano 11 ma variabili di volta in volta. Perché si chiamò Lazio e non Roma? Per prima cosa perché esisteva già la Società Ginnastica Roma, nata nel 1890 ed ancora esistente, la quale ha avuto grandi successi nella ginnastica e nella pallacanestro, ma non praticò mai il calcio. Poi perché ai primi del secolo XX° lo sport nel centro-sud si praticava a livello locale, quindi non c'era bisogno d'identificarsi con la città; tanto è vero che fino al 1927, nessuna delle decine di squadre calcistiche romane preesistenti si chiamava Roma. Perché Società Podistica Lazio? Il primo sport praticato dalla Polisportiva Lazio fu la corsa, seguì il canottaggio ed il nuoto. Nel 1901 grazie alla Podistica Lazio, iniziò la pratica del football a Roma. Perché Ora si chiama Società Sportiva? La Società Podistica Lazio fu la prima società sportiva italiana a carattere polisportivo. Nel 1925 per identificarsi come tale, assunse l'attuale nome. |