La Lazio
Dal 1900 orgoglio di Roma











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 La Curva Nord

La Curva Nord della Lazio può considerarsi a pieno diritto una delle curve più importanti dell'intero panorama del tifo mondiale. Compatta, massiccia, instancabile nel sostenere la squadra, pronta a scendere in piazza per la difesa della Lazio e della Lazialità. Sempre presente a prescindere dalla forza della squadra, in serie B come in Chapions League, il sostegno e la qualità è sempre ad altissimo livello.
Molti ragazzi l'hanno vissuta, molti gli hanno dato lustro. Il tempo passa cambiano i tempi ed i nomi, ma lei la cara e vecchia Curva Nord è sempre li, con la sua forza




dirompente a sostenere la Lazio nella buona o cattiva sorte.
Questa sezione del sito è un tributo dovuto ad una componente del mondo Lazio, importante come la squadra e la società.

1973 questo è l'anno da dove inizia la storia del tifo organizzato laziale. Coincide con il miracolo Maestrelli, con quella Lazio che fu capace di ridare l'orgoglio ad una tifoseria abituata più alle sconfitte che alle vittorie. Quella squadra che fece innamorare tutti coloro che avevano un po di Lazio nel cuore. Chianaglia, Re Cecconi, Wilson, Pulici, D'Amico e tutti gli altri, furono capaci di far riempire lo stadio tutte le domeniche. Ma ai tifosi non bastava più, ed ecco le prime trasferte di massa, i primi cori ed il moltiplicarsi delle bandiere.

 I primi gruppi

Nel finire del 1974 ecco comparire i primi gruppi Laziali che possiamo definire ultras, sono iCOMMANDOS MONTEVERDE e gli ULTRAS. Qualche centinaio di ragazzi, organizzati ed intenzionati a farsi vedere e sentire per sostenere in maniera attiva e trascinante la Lazio. La loro curva era la sud ed ogni domenica era una lotta con gli altri tifosi, diciamo normali, per ritagliarsi una fetta di curva dove raggrupparsi.
Comunque il fenomeno del tifo organizzato era cominciato ed era inarrestabile nel suo crescendo.
Nel mentre la forza della Lazio si affievolisce, si rischia anche la retrocessione, lo stadio perde presenze; contro tendenza invece gli ultras che aumantano in numero e in gruppi.





Il passo successivo fu quello di riunire questi gruppi in uno solo: forte, numeroso ed organizzato. Nacque così un'associazione chiamata G.A.B.A. Gruppi Associati Bianco Azzurri, anche se molti preferivano chiamarla Gruppi Armati Bianco Azzurri. I capi tifosi dei G.A.B.A. con la collaborazione di Tonino Di Vizio, furono capaci di fare da fulcro per la fondazione degli EAGLES' SUPPORTERS. Lazio Juventus del 1977, compare in curva sud il loro primo striscione di ben 54 metri, il più lungo di allora.
Era quello che accompagnò per più di dieci anni la sigla della mitica trasmissione 90° Minuto.
L'opera ancora non era ancora completa, ora occorreva un posto dove potersi identificare, una curva propria da non condividere con nessuno. La decisione fu contrastata ma alla fine il 9 dicembre 1979 Lazio Udinese, il mito prese vita, gli Eagles' si trasferirono in Curva Nord il nido del tifo ultras Laziale.



Gli Eagles' Supporters segnarono un'epoca. Furono capaci con la loro voce ed il loro attaccamento a stringersi intorno alla squadra, quando fu decimata dagli arresti dei giocatori coinvolti nel primo scandalo scommesse a cavallo tra gli anni 70 e 80. D'Amico, Lovati, un gruppo di giovani della Primavera e gli Eagles' furono capaci di salvare la Lazio almeno sul campo.

Cori continui, decine di tamburi, bandieroni, fumogeni, trasferte mitiche e scenografie per quei tempi, spettacolari. Gli Eagles' Supporters bensì vissero in parallelo con una Lazio mediocre, furono capaci di trasportare l'intero tifo Laziale ed affermarsi come una delle più importanti tifoserie in Italia. Nacquero anche sezioni degli Eagles in altre città italiane come: Reggio Emilia, Vicenza, Trapani, Potenza, Cosenza, Padova ed altre ancora.
 Gruppi minori

Nel corso degli anni si affiancavano agli Eagles' altri gruppi, alcuni molto importanti come l'inossidabile C.M.L. '74 ed i Viking. Altri che durarono qualche anno: Gruppo Sconvolti, Nucleo, Ultras '74, Erotik Group, Gruppo Rock, Eagles' Korps, Gioventù Biancazzurra, Eagles' Girls, ed altri ancora. Ognuno con la propria impronta, ma tutti per la Lazio




 Gli Irriducibili


  

  

Come tutti i fenomeni di massa, anche il tifo ha la sua evoluzione. Prende corpo così un nuovo gruppo, composto per la maggior parte da ex Eagles. Si distingue dagli altri per il modo di tifare, più all'inglese, colorato, senza tamburi. E' il 18 ottobre 1987 Lazio Padova in Curva Nord un centinaio di ragazzi si raccolsero sopra un muretto dove appeso c'era un nuovo striscione con scritto IRRIDUCIBILI.
Il gruppo si dimostra subito tosto ed unito, la loro prima missione è quella di recuperare quella mentalità ultras che ultimamente sembrava aver abbandonato anche gli Eagles' Supporters, ormai visti come un gruppo antiquato nel modo di proporsi.
In breve tempo, la strada intrapresa dai giovani Irriducibili si dimostrò quella giusta. Il gruppo piaceva ai giovani Laziali, tanto che in breve tempo, da un centinaio di ragazzi che erano, diventarono qualche migliaia, strappando di diritto la leadership del curva agli Eagles' Supporters.
Inevitabili a questo punto i dissapori tra i due gruppi; la vitalità e la freschezza degli Irriducibili attirava sempre di più i giovani Laziali. In un Lazio Sampdoria della stagione 1992/93, i due gruppi dopo una serie d'insulti reciproci, arrivarono addirittura allo scontro. Da li a poco gli Eagles' Supporters si sciolsero, lasciando di loro un grandissimo ricordo.



Mentalità estrema, impegno, mai domi, sempre vigili e pronti a scendere in strada per la Lazio, creativi, incitamento dal primo al novantesimo minuto. Tutte caratteristiche che hanno fatto acquisire agli Irriducibili una fama ed una considerazione mondiale. Il gruppo fa tendenza, le loro iniziative vengono prese ad esempio, il loro modo di tifare viene spesso copiato.
Magistrali le loro scenografie ai derby, memorabile quella del centenario con i volti dei personaggi che hanno fatto la storia della Lazio. Scenografie prese per spot pubblicitari, un livello che raggiunse l'apoteosi con quella famosa di 90 minuti, che costrinse i dirimpettai romanisti a seguire l'intero derby a capo chino per non essere costretti a leggere la frase a loro rivolta.



Un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche nell'anno dello secondo scudetto, quando si stava per perpetuare l'ennesimo scippo nei nostri confronti e durante gli anni del dopo Cragnotti, quando la nostra Lazio ha rischiato seriamente di sparire, inghiottita dai debiti. I loro ripetuti inteventi, richiamando in piazza decine di migliaia di Laziali hanno fatto si che la giustizia ed il buon senso abbiano avuto il sopravvento alle manovre occulte di coloro che volevano il male della Lazio.




 La Curva Nord oggi

Il punto di vista di un ultras della Curva Nord della Lazio.

La tessera del tifoso ha rappresentato l'ultimo colpo al mondo delle curve, ma è stato soprattutto un grave attentato alla libertà di ogni singolo individuo che ha il calcio come passione e l'andare allo stadio come insostituibile hobby. Non si può accettare il fatto che dopo il DASPO e le leggi speciali si sia arrivati alla "soluzione definitiva" con l'ennesima arma INCOSTITUZIONALE. Una circolare amministrativa che pian piano ha assunto maggiore forza coercitiva di una legge dello Stato, un diktat unilaterale che in troppi tifosi ha trovato terreno fertile, una diabolica strategia atta ad allontanare i tifosi dallo stadio, per lasciare spazio allo strapotere delle TV(che alimentano praticamente quasi da sole il fatturato dei clubs)e a una nuova figura di supporter, quella cioè del cliente-spettatore. Un provvedimento inaccettabile anche in termini di tempistica, se è vero come è vero che si millanta di voler riportare la gente negli stadi ed allo stesso tempo si fa di tutto per complicare la vita a chi allo stadio vorrebbe malgrado tutto continuare ad andare. Un processo innescato alla rovescia, che riversa sulle tifoserie tutta una serie di limitazioni ed obblighi per poi accedere ad impianti non a norma, vecchi e come dicono in tanti "poco polifunzionali". Sono proprio tutte queste ragioni, a mio modo di vedere, che hanno spinto gli Ultras della Curva Nord a fare una scelta dolorosissima, una decisione sofferta ma già spiegata molto chiaramente e che non credevo avrebbe innescato tante perplessità e tante incomprensioni, laddove invece avrebbe dovuto prevalere il rammarico per qualcosa che poteva essere e che invece non è stato e non sarà, almeno per ora... Da Lazio Bari della scorsa stagione aveva iniziato a nascere una "nuova-vecchia" realtà: gli Irriducibili, come gli Eagles Supporters a loro tempo,si avviavano a concludere un ciclo naturale, durato oltre vent'anni, per lasciare il passo al "nuovo" che avanzava. Nessuno scontro e nessun trauma rispetto alle esperienze passate,ma solo un semplice ritorno alle origini del tifo Ultras. Questo è quello che ci siamo persi e ci stiamo perdendo, la nascita di un gruppo, o movimento, che non vuole vivere di luce riflessa ma che si propone di scalare la vetta da solo, senza sfruttare la scia del merchandising, ma alimentandosi con l'autofinanziamento, desideroso di acquisire una leadership reale, basata sul consenso popolare e non solo sulla gloria e la fama conquistata dalla Vecchia Guardia. Questo sarebbe stato,questo poteva essere, con tanti giovani di valore che avrebbero certamente fatto breccia nei cuori dei Laziali, ma che invece si sono dovuti confrontare con la ghigliottina della tessera del tifoso. Questi ragazzi, coerentemente con la storia,lo stile e la tradizione della curva Nord Laziale, hanno deciso di dire basta, un basta che se non fosse ancora chiaro significa: totale rifiuto della tessera del tifoso, che gli Ultras non entreranno più nella curva Nord dello stadio Olimpico e non organizzeranno il tifo finchè perdureranno certe leggi, che non si percorreranno strade alternative,che in trasferta si deciderà la presenza di volta in volta, che non saranno frapposti ostacoli a forme di tifo spontaneo, purchè lo stile, la storia e la tradizione della Curva Nord vengano rispettati nella forma e nei comportamenti che verranno tenuti. I Laziali ci sono, gli Ultras della Nord esistono ancora, ma in questo momento sono altre ed alte scelte a prevalere.


Mi è stato possibile realizzare questa pagina grazie al contenuto riporato sul sito www.padronidiroma.it - Un grazie di cuore.

IN ALTO I CUORI FIERI DI ESSERE LAZIALI

La Lazio
Il cielo per bandiera



Per non dimenticare Vincenzo e Gabriele

28 ottobre 1979 Stadio Olimpico, derby Roma Lazio. Manca più di un'ora all'inizio della partita, dalla curva sud occupata dai tifosi della Roma parte un razzo per la segnalazione navale. La sua traiettoria è arcuata, il razzo va a finire oltre la Curva Nord dei tifosi della Lazio. Qualche minuto è viene sparato un altro razzo, questa volta centra in pieno volto Vincenzo Paparelli, un tranquillo tifoso biancoceleste. Viene trasportato urgentemente in ospedale, ma purtroppo Vincenzo non ce la farà.

11 novembre 2007 Autostrada A1, autogrill di Badia al Pino vicino ad Arezzo. E' mattina, Gabriele Sandri e i suoi amici si stanno dirigendo a Milano per la trasferta contro l'Inter. Dall'altra parte della sede autostradale, nell'altro autogrill, una pattuglia della Polizia Stradale.
Non si sa per quale motivo, dalla macchina delle guardie scende un agente con un arma in pugno. Dopo essersi appostato su una montagnola di terra, mira ed esplode uno o forse più colpi all'indirizzo dell'auto dove Gabriele stava dormendo, un proiettile lo centra al collo, per lui non ci sarà più nulla da fare.

Vincenzo e Gabriele due vite stroncate con la Lazio nel cuore, non possono e non devono mai essere dimenticati, e dove non è stata ancora fatta GIUSTIZIA, occorre farla. Per loro, per i suoi cari, per tutti noi.