Nel 1958 le società italiane manifestarono l'esigenza di tener impegnate le proprie squadre anche nel periodo estivo;
il campionato terminava ai primi di maggio e riprendeva a metà settembre, un periodo di stop troppo lungo.
Fu allora ripristinata la Coppa Italia, mainfestazione che non si svolgeva dal 1943.
Le squadre furono divise in 8 gironi, le prime si affrontarono poi dai quarti di finale in scontri diretti.
Alla Lazio toccò un girone definito di ferro, in quanto ritenuto il più equilibrato, formato da: Lazio, Napoli, Palermo e Roma.
Le squadre potevano schierare anche i neo acquisti, la Lazio terminò il campionato salvandosi nell'ultima giornata.
Per svecchiare la rosa furono presi buoni giocatori: Prini, Bizzarri, Tagnin e Cei.
Di questi Tagnin, cervello di centrocampo, fu quello che si inserì più velocemente negli schemi di Bernardini,
lui e Tozzi misero la firma nel passaggio del primo turno a gironi, dove si registrò il primo
derby giocato in notturna, per la cronaca vinto 3 a 2 dalla Lazio.
Bizzarri in Roma - Lazio 2 a 3
Nel frattempo a luglio fu ceduto Selmosson per 135 milioni proprio alla Roma.
Come nella buona tradizione Laziale, successe di tutto, per qualche giorno la polizia era costretta a presidiare la sede
per le continue manifestazioni dei tifosi biancocelesti. Alcuni soci raggiunsero Selmosson in
Svezia per pregarlo di rinunciare. Altri tifosi assediarono il presidente Siliato che alla fine decise di restituire
l'assegno alla Roma, la quale però si rivolse alla giustizia sportiva in quanto il contratto era ormai firmato.
In questo clima di aperta contestazione verso il presidente Siliato si svolse il derby di ritorno, pareggiato per 1 a 1.
La Lazio vinse il girone con 10 punti, 3 di vantaggio sui cugini giallorossi.
Lazio - Palermo 5 a 1
Napoli - Lazio 0 a 4 Burini su rigore
Lazio - Napoli 3 a 1 Tozzi
Lazio - Roma 1 a 1 Tozzi
Palermo - Lazio 2 a 2
Se il girone H della Lazio fu definito il girone di ferro, ai quarti di finale che si svolsero a settembre
alla Lazio toccò forse l'avversario più abbordabile, il Marzotto che fu battuto per 2 a 1.
Alle semifinali approdarono oltre alla Lazio, tre formazioni tra le più forti dell'epoca: Fiorentina, Bologna e Juventus,
fu proprio quest'ultima fresca Campione d'Italia l'avversaria della Lazio.
Il 14 settembre all'Olimpico c'erano 70000 spettatori che spinsero la squadra in una prova fatta di ritmo, velocità e grinta, vinta per 2 a 0.
Lazio - Marzotto 2 a 1 Prini in azione
Lazio - Juventus 2 a 0 Pinardi su Charles
24 settembre finale contro la Fiorentina. 60000 all'Olimpico, Lazio brillante e
Fiorentina reattiva. La gara fu segnata dalla doppia espulsione per reciproche scorrettezze
del Laziale Corradori ed il viola Lojacono. La rete della vittoria fu segnata dall'ex fiorentino Prini
che imbeccò di testa un cross su punizione di Pozzan. Assalto finale dei toscani che sfiorarono
il pareggio a 5 minuti dal termine dell'incontro su una punizione a due in area, ma Lovati si allungò nell'angolo
dove stava sfilando il pallone salvando. Dopo 58 anni la Lazio aveva finalmente un trofeo da esibire.